lunedì 9 aprile 2012

insieme: quando la fede smuove le montagne

www.youtube.com/watch?v=4eNuqLnFaYA

Questo corto potrebbe essere chiamato anche "quando la cooperazione muove le montagne", o "quando l'arte muove le montagne". Un artista perfomar (Francis Alys) convince, con l'aiuto di un istituto universitario, la popolazione di un quartiere povero di Lima (500 persone circa) ad armarsi di pale e a spostare di un metro una duna. L'azione non ha scopo, ma ha un risultato che mette in luce che, anche senza scopo, la cooperazione è possibile. E' empowerment allo stato puro. Naturalmente queste 500 persone hanno partecipato all'azione senza pretendere niente in cambio e come frutto di una libera scelta! Sennò non ci sarebbe stato empowerment, come nel caso delle masse di servi e schiavi impegnate dai faraoni per costruire le piramidi.... il filmato è stato presentato in Italia ultimamente nella mostra "Declining Democracy" che è stata allestita alcuni mesi fa presso Palazzo Strozzi a Firenze.

domenica 8 aprile 2012

Here comes the sun! Buona Pasqua

http://www.youtube.com/watch?v=tbMCjuHsT7A&feature=fvwrel

Here comes the sun, here comes the sun,
And I say it's all righthere comes the sun
Little darling, it's been a long cold lonely winter
Little darling, it feels like years since it's been here
Here comes the sun, here comes the sun
And I say it's all right
Little darling, the smiles returning to their faces
Little darling, it seems like years since it's been here
Here comes the sun, here comes the sun
And I say it's all right

Sun, sun, sun, here it comes...
Sun, sun, sun, here it comes...
Sun, sun, sun, here it comes...
Sun, sun, sun, here it comes...
Sun, sun, sun, here it comes...

Little darling, I feel that ice is slowly melting
Little darling, it seems like years since it's been clear
Here comes the sun, here comes the sun,
And I say it's all right
Here comes the sun, here comes the sun,
It's all right, it's all right

domenica 1 aprile 2012

Insieme

Interrompo la serie un po' intimista dei miei post per segnalare l'ultimo libro di Richard Sennett, Insieme, Rituali, piaceri, politiche della collaborazione (Feltrinelli, 2012). Da più di venti anni, quando scoprii il suo saggio "Gli usi del disordine" e soprattutto "Le ferite nascoste della classe" lo ho considerato un "amico" forse per le stesse ragioni per cui alcuni lo criticano, per la sua capacità di stare dentro i dilemmi, di guardarli in faccia, di trasformarli in consapevolezza riflessiva. I libri di Sennett si costruiscono gli uni sugli altri, secondo un procedimento che non è mai rettilineo, ma a spirale, non è mai dialettico (per tesi contrapposte che dovrebbero procedere verso una sintesi), ma dialogico. Questo procedimento dialogico lo porta a muoversi spostando il suo punto di vista senza un fine predeterminato, anche se non senza uno "schema". "Insieme" è un testo di grande attualità che tocca temi cruciali per la sinistra oggi, quali quelli della partecipazione, dell'alterità e delle pratiche di collaborazione e di come declinare insieme collaborazione e competitività. Segnalo questo testo come un dono e mi piacerebbe condividere la sua lettura e sviluppare le sue implicazioni

sabato 31 marzo 2012

when you need a loving care

http://www.youtube.com/watch?feature=player_detailpage&v=wS1smuiuCDw
When you're down and troubled and you need a loving care
and nothing, whoa, nothing is going right.
Close your eyes and think of me and soon I will be there
to brighten up even your darkest nights.

You just call out my name, and you know where ever I am
I'll come running to see you again.
Winter, spring, summer, or fall, all you have to do is call and I'll be there, yeah, yeah,
you've got a friend.

If the sky above you should turn dark and full of clouds
and that old north wind should begin to blow,
keep your head together and call my name out loud.
Soon I will be knocking upon your door.
You just call out my name, and you know where ever I am
I'll come running to see you again.
Winter, spring, summer, or fall, all you have to do is call and I'll be there.

Hey, ain't it good to know that you've got a friend? People can be so cold.
They'll hurt you and desert you. Well, they'll take your soul if you let them,
oh yeah, but don't you let them.

You just call out my name, and you know where ever I am
I'll come running to see you again.
Winter, spring, summer, or fall, all you have to do is call, Lord, I'll be there, yeah, yeah,
you've got a friend. You've got a friend.
Ain't it good to know you've got a friend. Ain't it good to know you've got a friend.
Oh, yeah, yeah, you've got a friend.

giovedì 29 marzo 2012

relazione

Lo scopo della relazione è la sua stessa essenza, ovvero il contatto con il Tu; poiché attraverso il contatto ogni Tu coglie un alito del Tu, cioè della vita eterna. Chi sta nella relazione partecipa a una realtà, cioè a un essere, che non è puramente in lui né puramente fuori di lui. Tutta la realtà è un agire cui io partecipo senza potermi adattare a essa. Dove non v'è partecipazione non v'è nemmeno realtà. Dove v'è egoismo non v'è realtà. La partecipazione è tanto più completa quanto più immediato è il contatto del Tu. È la partecipazione alla realtà che fa l'Io reale; ed esso è tanto più reale quanto più completa è la partecipazione. (Martin Buber)