venerdì 1 febbraio 2013

I murales e la città



Apro nel blog una nuova pagina dedicata ai murales, e in particolare al rapporto tra murales e città, al modo in cui gli artisti riflettono la città e ne modificano il panorama. Il titolo della pagina potrebbe essere la città dentro i murales e i murales dentro la città. I primi murales sono quelli che ho fotografato a L'Aquila, che esprimono in modo particolarmente efficace la violenza del terremoto come crollo, come scissione delle persone, come fuga. Come al solito per vedere le foto cliccare su pages (sotto l'intestazione): I murales e la città.



2 commenti:

  1. L'argomento è per me di grande interesse... tra l'altro, dopo aver vissuto dieci e più anni all'Aquila (terremoto e post terremoto compresi), sono finito a Berlino, per un certo periodo, dove ho scoperto (tra le altre cose) una città che dal '89 in poi è stata letteralmente tappezzata di murales (alcuni più meravigliosi di altri) e secondo me è indubbio che anche in questo caso il trauma di una città spezzata che affrontava la fatica di rialzarsi abbia giocato a favore. Il murales come forma d'arte è di sicuro quella che più di ogni altra pone l'artista a contatto con la propria realtà, in cui l'artista si deve piegare alle esigenze di quello che lo circonda e non viceversa...

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    1. Si Mattia, mi sembra che quello che scrivi alla fine del tuo commento è ciò che ho percepito e che mi ha fatto scoprire la bellezza di questa forma di arte "povera" e mi ha fatto venire la voglia di andarne a scovare la storia dalla sua prima stagione messicana.. So che ci sono molti siti specializzati ma se mi mandi qualche foto le ospito molto volentieri con il tuo nome nel blog. Ti abbraccio

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