domenica 3 giugno 2012

Ci sono storie che non vogliono essere narrate



Una poesia di Ingrid DeKok, poetessa sudafricana.


Ci sono storie che non vogliono essere narrate.
Se ne vanno, portandosi valige
tenute insieme da uno spago grigio.
Guarda le loro schiene ricurve che scompaiono.
Gobbe. Rovinate. Sacche da viaggio.

Ci sono storie che rifiutano di essere danzate o mimate.
Gettano via i bastoni consumati
e le rumorose scarpe da tip tap,
cancellano le tracce in crudeli filastrocche
o vecchi giochi come mosca cieca.

E in questo posto macchiato le parole
vengono raschiate via da lingue resinose,
strizzate come bucato appeso ai fili
della corte e del confessionale,
tradotte nel dialetto della registrazione.

Perché ancora credere che le storie possano levarsi
in volo, su correnti, come argentei segnali luminosi
levitare, alleggerite delle pietre,
cominciare nel dolore e tendere alla grazia,
ossigenando la storia col fiato ritrovato?
Perché ancora immaginare parole intere, mondi interi:
lo scoppiettio delle consonanti,
vocali come anemoni marini,
sintassi di cordone ombelicale, versi che cominciano nel cuore,
e verbi, verbi che muovono montagne?


La poesia si riferisce ai lavori della Commissione per la verità e la riconciliazione (1995-98), voluta da Nelson Mandela e Desmond Tutu, organismo di mediazione politica. La commissione aveva il compito di accertare e rendere pubbliche le gravi violazioni dei diritti umani emerse dai racconti delle vittime dell’apartheid, garantendo l’amnistia a chi avesse reso piena confessione degli abusi compiuti. Questo evento è stato un momento essenziale nella nascita del nuovo Sud Africa ed uno degli episodi più dolorosamente luminosi di assunzione di responsabilità, perdono, riconciliazione, condivisione del dolore, degli ultimi tempi. Tutto l'episodio è stato un rito di passaggio che ci fa riflettere sul rapporto tra responsabilità e perdono. 


Questa ed altre poesie sono tratte da:


In questa pagina sono altre poesie che aiutano a comprendere meglio il contesto di questa poesia.

Questa poesia mi sembra anche un passaggio indispensabile per tutti noi che lavoriamo o abbiamo lavorato sollecitando  storie e  narrazioni nella facilitazione, nella mediazione, nell'apprendimento riflessivo.


Su questa poetessa vedi anche, tra l'altro:


http://www.ingriddekok.co.za/




Sul lavoro della commissione vedi il film diretto da John Boorman, In My Country (Solo dal perdono nasce l'amore), (con Samuel Kackson e J. Binoche) vincitore del Diamond Award for Peace al festival di Berlino del 2004


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